
Il personaggio del MeseTRIFON IVANOV(Non ha mai giocato nella Bundesliga tedesca,
ma ha militato in quella austriaca,
Trifon Ivanov è senza dubbio, insieme a Hristo Stoichkov ed Emil Kostadinov, il simbolo della generazione di grandi talenti che trasformò la nazionale di calcio bulgara in una delle più temute squadre del mondo. Durante la Coppa del Mondo del 1994 fu uno dei principali protagonisti del "miracolo bulgaro", che vide la squadra approdare alle semifinali, dopo che la qualificazione era arrivata soltanto grazie ad un gol all'ultimo minuto nella gara contro la Francia (eliminata nelle qualificazioni proprio da quel gol). Con il suo "ghigno", il suo aspetto "determinatissimo", la sua immagine "selvaggia", le sue grandi capacità difensive e le sue ricorrenti "scorribande" offensive, Trifon è diventata una figura "cult" del calcio internazionale.
Adorato dai suoi tifosi, un incubo per ogni allenatore le sue prestazioni sono sempre state un'esibizione di "lunatica genialità". I suoi gesti e le sue espressioni del volto durante gli incontri sono spesso stati degni di un palcoscenico teatrale. Trifon Ivanov è stato qualcosa di più di un grande calciatore: sapeva benissimo che la gente cerca divertimento e che il calcio è anche un grande spettacolo. E le sue capacità di "intrattenimento" erano piuttosto netevoli: basti ricordare il giorno del suo debutto con la maglia del Rapid Wien, quando Trifon si presentò in campo fumando una sigaretta. Carriera Trifon Ivanov nacque il 27 Luglio 1965 a Gorna Lipnitza, un piccolo villaggio nelle vicinanze della città bulgara di Veliko Tarnovo (nella foto).
La sua formazione calcistica avvenne nell'Etar Tarnovo, dove iniziò a giocare insieme ad un altro grande talento del calcio bulgaro (ben noto in Bundesliga), Krassimir Balakov.
Prima di diventare un forte difensore, Trifon giocò da attaccante, il che spiega in parte il fatto che successivamente ed in diversi casi si sarebbe dimenticato dei suoi compiti difensivi per aiutare i suoi compagni d'attacco Queste doti tuttavia gli permisero di realizzare diverse reti nell'arco della carriera. Fece il suo debutto con l'Etar Tarnovo all'età di 18 anni, per poi approdare nel 1989 (a 24 anni) tra le fila del grande CSKA Sofia, con la cui prestigiosa maglia fece anche il suo debutto sulla scena internazionale, insieme ad un mito del calcio bulgaro, l'attaccante Hristo Stoichkov. E come fece Stoichkov, così anche Ivanov decise di lasciare la Bulgaria e di trasferirsi a giocare nella "Primera División" spagnola: approdò così al Real Betis Sevilla. Le sue prestazioni in Spagna furono alterne e la squadra non riusciva ad ottenere i successi sperati: Trifon venne così aspramente criticato, specie per la sua indisciplina, sia in campo, sia fuori. Arrivò così il divorzio dal Betis ed il trasferimento, nell'Estate del 1993, al club svizzero del Neuchatel Xamax.
Nel 1994 avvenne il "grande miracolo" della nazionale bulgara ai Mondiali negli Stati Uniti d'America: l'eliminazione, in un memorabile incontro, dei campioni del mondo in carica della Germania proiettò la Bulgaria alle semifinali (nella foto sotto, l'esultanza dei giocatori bulgari a fine incontro). Trifon Ivanov giocò un ruolo importantissimo in quell'impresa storica, conquistando l'attenzione di moltissimi club di tutto il mondo, nonché la simpatia di tantissimi appassionati di calcio.
Rimase però a Neuchatel e la sua seconda stagione fu caratterizzata soprattutto dal suo rapporto con il tecnico Gilbert Gress: dopo un incontro Trifon si rivolse a Gress, urlando davanti a tutta la squadra: "Tu non capisci nulla di calcio!". Questo atteggiamento di ostilità verso il tecnico, peraltro ricambiato, portò al ritorno, verso fine stagione, al CSKA Sofia; ma pochi mesi dopo (Estate 1995) arrivò l'offerta del Rapid Wien, che con una cifra attorno agli 800 mila dollari si assicurò le sue prestazioni.
A Vienna Trifon visse alcuni dei migliori momenti della sua carriera: nella prima stagione vinse col Rapid la Bundesliga austriaca ed arrivò addirittura alla finale di Coppa delle Coppe, persa contro il Paris Saint Germain. In quella formazione spiccava il super bomber Carsten "Turban" Jancker, che realizzò, nell'arco della stagione 16 reti, di cui ben 7 nelle 6 gare di Coppa da lui disputate.
Ma sfortunatamente anche al Rapid la sua indisciplina iniziò a creargli problemi, in particolare col tecnico Ernst Dokupil: dopo alcune ottime prestazioni in Champions League, Trifon giocò alcune gare di campionato in modo molto disattento ed iniziò per lui un evidente calo di forma fisica. Nella partita decisiva per la lotta al titolo, contro il Salzburg, Ivanov giocò malissimo e venne persino espulso: il Rapid perse partita e campionato, e Trifon venne messo fuori squadra da Dokupil, che decise che il bulgaro, nonostante avesse un contratto sino al 1998, non avrebbe mai più giocato per il Rapid. Fu una situazione alquanto grottesca, specie quando Trifon, non trovando alcuna adeguata sistemazione, venne aggregato alla formazione amateure del Rapid, che disputava il torneo di quarta divisione. Alla fine Trifon trovò una nuova squadra e fu proprio la rivale acerrima del Rapid, ovvero l'Austria Wien: ma sin dalle prime gare si capì che il suo contributo per sollevare la difficile situazione di classifica in cui versava la squadra non sarebbe stato certo decisivo. In accordo con la società Ivanov fece rientro in patria, accasandosi ancora una volta, nella Primavera del 1998, a 33 anni, al CSKA Sofia. La scelta venne dettata soprattutto dal fatto che qui Trifon poteva meglio prepararsi per disputare, con la maglia della nazionale, la Coppa del Mondo in Francia: e proprio in Francia, insieme ai "grandi veterani" Stoichkov e Kostadinov (anch'essi tornati al CSKA per prepararsi al meglio all'appuntamento iridato) era deciso ad onorare i colori della sua patria in una grande competizione.
I risultati furono purtroppo molto negativi e quei mondiali segnarono la fine della più grande era nella storia del calcio bulgaro, di cui Trifon Ivanov resterà indimenticato protagonista.
Qui di seguito riportiamo le note statistiche sulla sua grande carriera: Etar Tarnovo (1983-89) : 89 partite ed 8 reti Campione di Bulgaria col CSKA Sofia (1989, 1990) Finalista di Coppa delle Coppe col Rapid Wien (1996)
Con la nazionale: 76 presenze e 6 reti Esordio: il 30 Aprile 1988 (a 22 anni) entra al 60'
durante la gara tra la Bulgaria e la DDR e realizza la rete dell'1
a 1 finale.
Il suo aspetto "intimidente" e le sue entrate spesso "ruvide" ma non sleali hanno fatto sì che Trifon guadagnasse una reputazione di giocatore "selvaggio": è senz'altro vero che la sua espressione sempre determinata, unita alla onnipresente barba "da duro", potrebbe aver spaventato, al primo sguardo, più di uno dei giocatori che Trifon ha affrontato nella sua carriera. Tuttavia, come spesso accade, ad un aspetto così "cattivo", ha corrisposto, nella vita di tutti i giorni, un'atteggiamento completamente opposto e del tutto inaspettato.
La sua grande passione è la pesca, i suoi grandi amori la moglie e le due figlie. Ma è stato anche un grande amante delle belle auto: proprietario di non meno di otto vetture, volle guidare, come premio per l'affermazione nel campionato austriaco, per un mese la Ferrari del patron del Rapid. Trifon ha sempre dichiarato di aver nutrito profonda ammirazione per due grandi conoscenze del calcio italiano, Ruud Gullit ed il grande capitan Franco Baresi. La partita che considera la migliore della sua carriera è Olanda-Bulgaria, giocata a Rotterdam nel 1988 (anno della vittoria europea dell'Olanda del compianto Rinus Michels), che si concluse con la vittoria dei bulgari per 2 a 1 e che diede inizio al grande ciclo della nazionale biancorossoverde. Trifon giocò effettivamente una gran partita, segnando la prima delle due reti della Bulgaria ed annientando (in marcatura ad uomo) le grandissime doti del suo beniamino Gullit, che sempre ricorderà come l'avversario più forte che egli abbia incontrato. Ma Trifon Ivanov è stato anche un grande "showman": vedeva il calcio come occasione di grande divertimento ed era sempre pronto a scherzare, in ogni occasione. Durante il suo soggiorno a Vienna potè dar sfogo a questa sua voglia di scherzare, partecipando ai noti "imbrogli" umoristici dei Viennesi. Sempre a Vienna conquistò le simpatie dei tifosi grazie alle sue interviste in quello che venne presto definito il suo "inimitabile dialetto viennese". I suoi anni nella capitale austriaca lo fecero innamorare della città, tanto che volle concludere la carriera non in patria al CSKA Sofia, ma proprio in una formazione viennese, il "piccolo" FAC (Floridsdorfer Athletik Club), che militava nella terza divisione austriaca.
Trifon Ivanov è stato un grande giocatore ed è senza dubbio un personaggio affascinante, che i suoi tifosi ed ammiratori sempre ricorderanno per la grande disponibilità nei loro confronti e per il sorriso sempre presente sul suo volto "selvaggio".
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